|
Il mio lavoro si origina dallo studio di piccoli eventi, accadimenti della realtà quotidiana spesso ignorati per la loro apparente insignificanza, attraverso i quali ho la sensazione di intravedere una possibilità di dialogo profondo con ciò che può essere definito “altro”. L’opera non è un semplice oggetto atto alla contemplazione, con una forma fissa ed immutabile, è ibrida e si muove in direzione di ciò che è fluido, di passaggio, in trasformazione. Il mio fare artistico è impegnato in una ricerca di dialogo sottile tra opera e fruitore e nel medesimo tempo indaga gli infiniti rapporti relazionali tra individuo e spazio, attraverso l’osservazione delle dinamiche sociali. Il lavoro prende corpo attraverso la produzione di installazioni site-specific, video, performance, oggetti scultorei e pittorici che tengono sempre conto di una dinamica processuale e concettuale. Le riflessioni che costantemente affiorano nel corso della ricerca ruotano attorno al tema dell’impermanenza, della precarietà, della mutazione, della fragilità dell’esistenza, della necessità di preservarla. Mi interessa attivare un desiderio nuovo in chi osserva, di offrire una possibilità di salvezza dentro una dimensione nella quale ci sentiamo impotenti o imprigionati. In un mondo pieno di costrizioni ho deciso di muovermi liberamente e in maniera trasversale nell'immenso mondo della comunicazione visiva. |
My work originates from the study of minor events—everyday occurrences often overlooked for their apparent insignificance. Through them, I glimpse the possibility of a profound dialogue with what might be defined as 'the Other.' The work is not a mere object for contemplation, fixed and immutable; it is hybrid, moving toward the fluid, the transient, and the transformative. My artistic practice seeks a subtle dialogue between the work and the viewer, while simultaneously investigating the infinite relational bonds between the individual and space through the observation of social dynamics. My practice takes shape through site-specific installations, video, performance, and sculptural or pictorial objects, always rooted in a process-driven and conceptual dynamic. These reflections consistently revolve around themes of impermanence, precariousness, mutation, and the fragility of existence—and the urgent need to preserve it. I am interested in awakening a new sense of desire in the observer, offering a glimpse of salvation within a dimension where we often feel helpless or confined. In a world defined by constraints, I choose to move freely and transversally across the vast landscape of visual communication. |